Alla scoperta delle Dolomiti – Val di fassa

Ho imparato a sciare da grande, iniziando con la settimana bianca alle scuole medie. Quelle sono state le sole occasioni in cui mi ha seguita un maestro, ed anche lì si trattava di un corso principianti di gruppo, per cui posso dire di non aver imparato granchè dal punto di vista della tecnica. Tutti i miei amici hanno sempre sciato e così fin da quando avevo 14-15  anni  ho sempre avuto la possibilità di fare qualche giorno sulla neve in compagnia. Abitando in Toscana, ho la fortuna di poter raggiungere due note località sciistiche in poco tempo, Abetone e Monte Cimone; sono due comprensori di dimensioni contenute, ma vanno benissimo per una giornata o un weekend di sci.

Da qualche anno, io e Lore amiamo andare a sciare sulle Dolomiti: qui l’esperienza di sci è davvero completa, non solo per la qualità e la varietà delle piste, ma anche per il panorama circostante, il clima e la squisita cucina trentina. La meta delle nostre fughe innevate è la Val di Fassa, in provincia di Trento: una vallata, attraversata dal fiume Avisio, che ospita tanti piccoli paesini di montagna, uno più delizioso dell’altro.

Dopo qualche anno in cui abbiamo soggiornato a Canazei, quest’anno siamo tornati per la seconda volta a Campitello di Fassa, principalmente per un fattore di comodità: la funivia del Col Rodella collega direttamente il centro del paese con la vetta a 2.413 metri di altezza. Una volta raggiunta la cima, il panorama lascia assolutamente senza fiato: i gruppi montuosi del Sasso Piatto e Sasso Lungo, il Gruppo Sella e il suo Piz Boè, e di fronte la Marmolada in tutta la sua maestosità.

Anche se è possibile limitarsi alla Ski Area Val di Fassa, noi optiamo sempre per acquistare il Dolomiti Superski, lo skipass che consente di esplorare tutte le diverse zone del comprensorio sciistico più grande al mondo. Si tratta di una spesa consistente (quest’anno il giornaliero costa 59 €, il pass 5 giorni che ho acquistato io 256 €) ma la qualità non si discute: 1.200 km di piste e 450 impianti di risalita, rinnovati costantemente. Pur alloggiando sempre nello stesso posto, si possono scegliere sempre percorsi e varianti diverse, trasformando ogni giorno in un’esperienza unica.

Il Sellaronda, ovvero famoso “giro dei quattro passi” collega i passi Sella, Pordoi, Campolongo e Gardena e può essere percorso sia in senso orario che antiorario. Non amo limitarmi ad eseguire il giro perchè ci sono alcuni passaggi obbligati e diversi impianti da prendere, ma lo ritengo un ottimo mezzo per raggiungere facilmente punti distanti. Una zona che amo molto è il comprensorio del Seceda, in Val Gardena: dopo aver percorso la pista nera Saslong si arriva nel paese di Santa Cristina dove si prende il Gardena Ronda Express, un trenino sotterraneo che conduce alla partenza del Col Raiser, la funivia che sale sul monte Seceda. Dalla vetta del monte Seceda si può percorrere la “Longia”, una pista lunga oltre 10 km, immersa nella natura, che conduce fino al paese di Ortisei. Amo questa zona perchè è interamente rivolta al sole, e nelle giornate di bel tempo la vista è impagabile. Quando siamo su questo versante, ci piace mangiare in uno dei tanti rifugi tra le piste; il nostro preferito è la Trojer Hutte, un binomio perfetto tra natura e buon cibo. I miei piatti preferiti? Canederli in brodo e spiegeleier (uova all’occhio di bue) con speck e patate.

Qual è la nostra routine? Sveglia prestissimo, colazione abbondante e subito all’apertura degli impianti! Quest’anno, abbiamo preso per tre giorni di fila la prima corsa della giornata – volete mettere la soddisfazione di essere i primi in assoluto a solcare le piste perfettamente battute dal gatto delle nevi? Durante la mattinata sciamo senza sosta (anche se la barretta di cioccolata in seggiovia non manca mai!), per poi fermarci per una lunga pausa pranzo che, se il meteo lo consente, prevede anche una bella dose di tintarella! Dopo circa un’ora e mezzo ripartiamo, sciando per un altro paio di ore.

Dati i pranzi sostanziosi e il fatto che negli alberghi di montagna si cena molto presto, solitamente non facciamo merenda, ma ci concediamo volentieri una tazza di vin brulè fumante per ritemprarci dopo il freddo e le fatiche della giornata di sci appena conclusa. Un rifugio perfetto per questo genere di sosta è il Des Alpes, che si trova all’arrivo della funivia Col Rodella; nel pomeriggio il locale si anima con tanta musica, grappe e bombardini, una sorta di versione invernale del mojito al tramonto al baretto in spiaggia! Una tappa in una pasticceria locale non può però mancare: a Campitello di Fassa adoro la pasticceria Marlene, dove servono ogni tipo di prelibatezza dolce della zona, tra cui un ottimo strudel di mele senza zucchero, un compromesso perfetto!

Come dicevo, il Sellaronda permette di raggiungere in poche ore zone molto distanti rispetto al punto di partenza. Trovate di seguito il prezioso contributo della mia amica Francesca, amante come me della montagna e soprattutto del buon cibo – www.francescaoggionnidietista.it – che ha stilato una sua personale guida sui migliori rifugi della Val Badia.

Santa Croce
Uno dei più suggestivi e rustici, che non ha abbandonato la tradizione per la modernità. E’ un piccolo rifugio che sorge vicino alla chiesetta di Santa Croce. Specialità è la polenta in tutti i modi: con ragù, con funghi o con formaggio fuso.

Las Vegas
Si tratta di una tipica struttura alpina che è stata rivisitata in chiave moderna. Questo è il posto di uova, speck e patate oppure, per una merenda golosa con lo strudel e vaniglia calda.

Utia Jimmi
Sul confine tra Val Badia e Val Gardena, con vista sul Gruppo Sella, è un rifugio recuperato dal vecchio fienile in legno. Menù ricco di piatti della tradizione, spesso rivisitati in chiave originale. Consigliano di provare le grappe aromatizzate che produce il proprietario!

Moritzino
Senza dubbio il più mondano di tutti, una vera istituzione in Val Badia. Si trova in cima a Piz La Ila. D’obbligo è fermarsi a fine giornata per un bombardino o un calice di buon vino e due salti danzanti, prima di affrontare la Gran Risa con il sol calante.

Scotoni
Il Dottore (il fidanzato di Francesca, ndr) ama la carne alla brace e questo è il posto che vi consiglio più di tutti. Si trova al Lagazuoi e per raggiungerlo si deve affrontare una pista panoramica tra le più belle che abbia fatto. Una volta arrivati si sente il profumo uscire dai comignoli! Io, che non amo particolarmente la carne, qui ho trovato una delle migliori Kaiserschmarren della valle. Cos’è la Kaiserschmarren? È in assoluto il mio piatto altoatesino preferito e si tratta di una frittata dolce servita con composta di mirtilli!

Punta Trieste
Altro posto per gli amanti della carne alla brace, stinco e costine. Non di certo tra i miei preferiti, ma non posso inserirlo. Fosse solo per le loro patate alla paprika!

Trovate qui l’articolo integrale di Francesca, correte a leggerlo!

Dopo un inverno lungo come questo, adesso sono impaziente che arrivi la bella stagione… ma la montagna occupa un posto molto speciale nel mio cuore.

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