Stoccolma in autunno – Tra fika e foliage

Su di me i paesi del nord hanno un’attrattiva fortissima e per questo desideravo visitare Stoccolma da molti anni. Sono anche una grande appassionata di letteratura scandinava (oltre alla serie Millenium, Camilla Lackberg è una delle mie scrittrici preferite) e una delle cose che preferisco è visitare i luoghi dove sono ambientati i miei libri del cuore, per vivere la storia ancora più intensamente. Finalmente ho potuto realizzare questo sogno: il ponte di inizio novembre è stata l’occasione perfetta per organizzare un weekend lungo in Svezia ed esplorare la città – che, come vedrete nelle foto, in autunno offre davvero il meglio di sè. Voglio raccontarvi tutto, dall’organizzazione del viaggio alla scelta delle cose da vedere agli squisiti piatti che ho assaggiato!

Per prepararmi al breve soggiorno che mi aspettava ho acquistato la guida della città nella versione pocket di Lonely Planet, con cui mi sono trovata benissimo. Stoccolma offre moltissimo da vedere e può quindi soddisfare gusti di viaggio molto diversi; musei per gli amanti d’arte, parchi per che desidera stare all’aria aperta, negozi di abbigliamento e design da sogno, ottimi ristoranti… ma passeggiare per la città, perdendosi per le sue stradine, rimane l’attrazione più affascinante – e a costo zero!

Come trasporti aerei, Stoccolma è ben servita sia da compagnie di linea che low-cost; sia per questione di orari che di distanza dal centro, io ho optato per un volo Lufthansa da Firenze con scalo a Monaco e sono atterrata all’aeroporto di Arlanda, ben collegato con il centro città sia via bus che con il treno Arlanda Express (durata tragitto: 20 minuti). Questa seconda soluzione è più cara della prima ma più comoda e rapida, vi consiglio di acquistare i biglietti in anticipo per ottenere un bel risparmio (io li ho presi sul loro sito e ho speso 350 SEK, circa 35 euro, per andata e ritorno).

Stoccolma è di dimensioni modeste (poco più grande di Bologna per capirci) quindi potete scegliere di alloggiare in un punto qualsiasi del centro città per visitarla comodamente. Noi abbiamo scelto un albergo in pieno centro, a pochi minuti a piedi da Gamla Stan: si tratta di Hobo, un boutique hotel super trendy con un’attenzione particolare al design. È un hotel di fascia media e così lo sono i prezzi, ma sbirciate sul loro sito perchè potreste trovare delle buone offerte: io ho approfittato di un pacchetto weekend con colazione inclusa (che è imperdibile!) a circa 50 euro a persona al giorno.

Siamo arrivati nel centro di Stoccolma verso mezzogiorno e, dopo aver lasciato i pochi bagagli in hotel, siamo subito partiti dalla scoperta della città. Il nostro giro è partito dal cuore antico di Stoccolma, Gamla Stan, un isolotto che collega  la zona settentrionale con la zona meridionale e che ospita il centro storico. Gamla Stan ospita diverse attrazioni tra cui la Cattedrale, il Museo Nobel e il Palazzo Reale; come vi dicevo, passeggiare tra i suoi vicoli rimane per me la cosa migliore.

Prima di partire, avevo studiato attentamente le ore di luce e di buio che la Svezia offre in questo periodo dell’anno; in inverno infatti il sole tramonta molto presto, e quindi volevo sfruttare al massimo il tempo a disposizione. Quello che però non avevo considerato e che mi ha lasciata di stucco è il fatto che, anche nelle ore centrali della giornata, il sole rimane comunque molto basso: alle due del pomeriggio, la luce è quasi crepuscolare e l’atmosfera assolutamente incantata.

Mentre si faceva buio, la nostra esplorazione è proseguita verso Södermalm, dove abbiamo passeggiato ed esplorato i negozi di abbigliamento e design. Abbiamo visitato il Fotografiska, museo della fotografia, che ospita mostre temporanee molto interessanti (costo del biglietto: 155 SEK, circa 15 euro). Molto bella è la struttura stessa del museo, un ex edificio mercantile con uno splendido affaccio sul porto di Stoccolma; vi consiglio di fermarvi anche nel bar ristorante all’ultimo piano per fare Fika (la “merenda” svedese!) o per gustare un bicchiere di vino in un’atmosfera accesa e allegra. La nostra prima giornata a Stoccolma si è conclusa con una sosta in hotel per una doccia calda rigenerante, seguita da una cena tipica in un pub della zona, a base di birra e ovviamente… polpette svedesi.

Quando ho scelto di alloggiare all’Hobo Hotel, uno dei motivi sono state le ottime recensioni sulla colazione: Stoccolma è una città molto costosa, specialmente per il cibo, ho quindi pensato che partire al mattino con una colazione ricca e abbondante sarebbe stato conveniente. Mai scelta più felice: il buffet dell’Hobo è FAVOLOSO! Se decidete di alloggiare in questo hotel, mi raccomando di non perdervi la colazione perchè è spaziale.

Abbiamo dedicato tutta la mattina a visitare Skansen, il museo all’aperto più esteso al mondo dove è rappresentato tutto il folklore svedese attraverso le sue abitazioni, la ricostruzione degli antichi mestieri e un’ampia area dedicata alla fauna locale. Nonostante la giornata fosse grigia e fredda, essere nel pieno del foliage ci ha regalato colori bellissimi. Skansen è anche un ottimo luogo per osservare tutta Stoccolma dall’alto. Il biglietto di ingresso costa 125 SEK (circa 12 euro).

Abbiamo proseguito la nostra giornata rimanendo sull’isola di Djurgården. Sulla guida e grazie ai consigli di alcuni di voi ho scoperto un locale fantastico dove pranzare: il Rosendal Trädgård, un bellissimo giardino che ospita serre biodinamiche, vendita diretta di piante e generi alimentari biologici e un cafè dove consumare pasti a base di prodotti a chilometro zero (vi lascio il link di questo e di tutti gli altri locali dove abbiamo mangiato in fondo all’articolo).

Nel pomeriggio abbiamo visitato il Museo Vasa, che al suo interno ospita un intero e originale vascello vichingo del XVII secolo. L’ingresso costa 130 SEK (circa 13 euro) e comprende un’audioguida in italiano disponibile direttamente sul cellulare. Usciti dal museo verso le 16:00, ci siamo goduti un bellissimo tramonto nel golfo di Stoccolma.

Abbiamo proseguito attraversando il quartiere di Ostermalm dove ci siamo fermati per una piccola pausa nell’omonimo mercato coperto, per poi dirigerci verso Vasastan dove si trova la biblioteca civica. Una cosa molto curiosa di Stoccolma riguarda la sua metropolitana, che di fatto è la galleria d’arte più estesa al mondo. Alcune delle stazioni della Tunnelbana sono infatti interamente decorate, vere e proprie opere d’arte accessibili a tutti con un semplice biglietto per una singola corsa. Noi abbiamo girato tra le linee per visitarle seguendo questa guida fai-da-te.

Per la nostra seconda cena siamo tornati a Gamla Stan, dove si trovano i locali più carini della città; abbiamo cenato da Tradition, gustando piatti tipici della squisita – e piuttosto cara, ma ne vale la pena – cucina svedese. Nella maggior parte dei ristoranti il coperto non si paga, mentre è compreso un piccolo cestino con pane assortito, quasi sempre accompagnato da una ciotolina di burro leggermente salato. Io non sono un’amante del burro e il primo giorno storcevo il naso… sapete com’è finita? L’ultima sera ce lo siamo letteralmente litigati!

Il terzo giorno, sabato 3 novembre, in Svezia si festeggiava la festa di Ognissanti (che qui cade sempre di sabato) e non potevamo scegliere giorno più adatto per visitare il cimitero di Skogskyrkogården, a sud della città. “Skogskyrkogården” in svedese significa “cimitero nel bosco”, ed è proprio così: un luogo straordinario, fiabesco, che rappresenta alla perfezione la concezione nordica della natura come un circolo perpetuo tra vita e morte. Passeggiare sotto ai suoi alberi secolari con la luce del mattino che filtrava tra i rami è stata un’esperienza indimenticabile; qui le famiglie vengono a trovare i propri cari e trascorrono del tempo insieme a loro, improvvisando picnic e celebrandone, senza dubbio, la vita. Dal 1994 Skogskyrkogården è patrimonio UNESCO dell’umanità; l’ingresso è gratuito.

Conclusa la visita, ci siamo goduti i dintorni. Lontano dal centro di Stoccolma, in una zona tipicamente residenziale, qui l’atmosfera nordica dà il meglio di sè: strade ordinate, case in legno colorate, dai tetti appuntiti, ognuna circondata dal suo piccolo giardino.

A pomeriggio ormai inoltrato siamo tornati nella zona centrale e abbiamo gustato tapas svedesi nel carinissimo Tabberaset. Ci siamo poi diretti a piedi sull’isola di Skeppsholmen dove abbiamo visitato il Moderna Museet, museo di arte contemporanea; molto bella la struttura, l’esposizione non mi ha invece conquistata, ma l’ingresso è gratuito e quindi può valere una sosta anche breve.

Per la nostra ultima cena svedese ci siamo voluti trattare bene e abbiamo cenato da Bistro Bestick: un’esperienza culinaria davvero notevole. Nonostante il freddo, ho amato passeggiare di notte per le vie del quartiere di Norrmalm: in molti palazzi ad ogni finestra che affaccia sulla strada c’è una piccola abat-jour accesa, un dettaglio che rende l’atmosfera magica.

L’ultima mattina Stoccolma ci ha regalato un sole splendido e quindi ancora una volta ci siamo goduti la città semplicemente passeggiando e acquistando qualche piccolo souvenir; nel pomeriggio abbiamo fatto rientro in Italia.

Vi lascio l’elenco dei locali in cui abbiamo mangiato:

– Tradition – sito e recensioni
– Bistro Bestick – sito e recensioni
– Tabberaset – sito e recensioni
– Rosendals Trädgård –sito e recensioni
– Pickwick – sito e recensioni
– Matgatan 22 – sito e recensioni

Voglio concludere l’articolo lasciandovi i miei tips di viaggio:
– l’acqua è molto costosa, ma in tutti i ristoranti potete ordinare gratuitamente acqua del rubinetto (“tap water” in inglese) e inoltre potete riempire la vostra bottiglietta/borraccia nelle fontanelle che trovate per strada e in ogni museo
– nei ristoranti non si paga il coperto, e quasi sempre è compreso un piccolo cestino di pane svedese accompagnato da burro salato (una goduria)
– qui tutto si può pagare con la carta, addirittura la maggior parte degli esercizi è “cash free” e non accetta contanti (io non ho mai prelevato in quattro giorni)
– Stoccolma è limitata come dimensioni, si gira a piedi senza problemi e quindi non merita acquistare una card per i mezzi pubblici; all’occorrenza potrete acquistare la corsa singola al prezzo di 44 SEK
piatti tipici – per la Fika non potete farvi mancare kanelbullar e kardemummabullar, girelle dolci aromatizzate alla cannella e al cardamomo; al ristorante, oltre alle classiche köttbullar (polpette svedesi accompagnate da purè e salsa di mirtilli rossi), vi consiglio di assaggiare i kroppkakor, gnocchi di patate ripieni di carne, e non dimenticate di provare le infinite varianti di pane!

Credo che dalle mie parole si capisca bene quanto mi sia piaciuta questa città; è stata la mia prima esperienza in terra scandinava, sicuramente la prima di una lunga serie perchè, come mi aspettavo, questi paesi mi trasmettono un grandissimo senso di serenità. Spero che il racconto vi sia piaciuto e che vi abbia messo la voglia e la curiosità di partire per Stoccolma!

2 thoughts on “Stoccolma in autunno – Tra fika e foliage”

  1. Giulia se già avevo voglia di visitarla, dopo aver letto il tuo articolo vorrei già essere là a girovagare per le vie. Grazie per questo racconto, ne farò tesoro sperando di andarci presto! <3

    1. Cara Elena, sono contenta che il racconto ti sia piaciuto! Stoccolma è davvero accogliente e ti auguro di poterci andare prestissimo :*

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