Corfù e Sud Italia on the road – #orientemanontroppo

Ed eccoci giunti all’ultima parte del racconto di un viaggio on the road sorprendente e senz’altro indimenticabile. Dopo aver scoperto la penisola balcanica da nord a sud, attraversando Croazia, Bosnia, Montenegro ed Albania, il nostro viaggio è proseguito sull’isola greca di Corfù, raggiungibile dalla costa albanese con una breve traversata in traghetto (noi siamo partiti dal porto di Saranda).

Arrivati a Corfù, abbiamo raggiunto l’appartamento prenotato il giorno prima e, dopo aver scaricato i bagagli, abbiamo iniziato a scoprire l’isola. Sul lato orientale di Corfù si trova Vlacherna, un piccolo monastero candido situato su un isolotto in mezzo al mare. Più tardi, dato che il nostro appartamento si trovava a 100 metri a piedi da un accesso diretto alla spiaggia, ci siamo concessi un bel bagno tardo pomeridiano prima di cambiarci ed immergerci nella movida dell’isola.

Abbiamo trascorso la nostra prima sera a Corfù nell’omonima città principale. Nel punto più a est si trova la Fortezza Vecchia, un imponente bastione militare affacciato sul porto. Abbiamo passeggiato per le suggestive vie del centro storico e poi gustato un’ottima cena a base di tapas greche – quelle frittelle di zucchine e menta me le sogno ancora la notte!

Il giorno seguente ci siamo dedicati al mare. In mattinata ci siamo spostati in direzione nord-ovest e abbiamo raggiunto il piccolo golfo di Paleokastritsa. Acqua cristallina ma nessun tratto di spiaggia libera e lidi affollatissimi, così dopo un breve bagno abbiamo proseguito verso la più tranquilla spiaggia di Agios Stefanos. Qui mi sono lanciata nell’attività sportiva rivelazione dell’estate, lo stand up paddling più noto come SUP – divertentissimo!

Nel tardo pomeriggio abbiamo risalito un altro pezzettino di costa e siamo andati ad Afionas, dove abbiamo parcheggiato per dirigerci verso Porto Timoni. Il punto panoramico migliore si raggiunge percorrendo un sentiero abbastanza impegnativo di circa 1,5 km (fondamentali le scarpe chiuse!), ma una volta arrivati, la vista mozzafiato ripaga di tutta la fatica. Volendo, scendendo ulteriormente si raggiunge una piccola spiaggia, stupenda e priva di qualsiasi attrezzatura.

Corfù è tutt’altro che pianeggiante e le strade non sono segnalate al meglio, ma questo contribuisce a rendere tutto più autentico. Ci siamo imbatutti in un campo di ulivi altissimi e imponenti, un luogo incantato, unico.

La sera abbiamo cenato in una tipica taverna greca nel porticciolo di Benitses. Mai scelta (casuale) fu più azzeccata! Abbiamo mangiato e bevuto benissimo e fatto amicizia con Dimitri, il simpaticissimo proprietario che a fine cena si è seduto a tavola con noi per chiacchierare, offrendoci una seconda bottiglia di vino.

Come scacciare la malinconia di un viaggio che sta per volgere al termine? Con una levataccia all’alba, è ovvio! Sveglia puntata alle 5:30 del mattino per correre ad ammirare da una spiaggia deserta lo spettacolo del sole sorgente sul mare. Tutt’intorno un silenzio surreale, l’orizzonte che gradualmente si fa più chiaro e nitido… un’autentica meraviglia. E pensare che doni come questo sono sempre lì alla nostra portata, non costano niente ma valgono tutto.

Abbiamo trascorso l’ultimo giorno greco sulla spiaggia di Barbati, in totale relax. Abbiamo cercato un lido attrezzato così da potersi fare una doccia e cambiarci, non avendo più un alloggio a disposizione!

Nel tardo pomeriggio siamo tornati verso il porto di Corfù, dove abbiamo cenato e poi aspettato che arrivasse il traghetto per fare rientro in Italia. Vi consiglio di organizzarvi con qualche giorno di anticipo, specialmente se dovete imbarcare l’auto come noi, perchè potreste rischiare di non trovare posto. Noi abbiamo selezionato il biglietto “passaggio ponte” pensando di poter trascorrere la notte un po’ accampati sui divanetti; in realtà, la nave aveva fatto tappa sulla costa albanese e una volta arrivata a Corfù era già affollata, così non abbiamo avulto altra scelta che trascorrere l’intera notte all’aperto. E così ci siamo beccati la seconda alba sul mare, e poi abbiamo fatto amicizia con un gruppo di ragazzi napoletani simpaticissimi… tutto sommato non possiamo proprio lamentarci!

La mattina del 24 agosto siamo sbarcati al porto di Bari, raggiungendo quindi il sesto paese visitato in poco più di due settimane. Le ferie volgevano al termine, ma non potevamo non approfittarne per esplorare un minimo la zona. Siamo passati per Monopoli, uno splendido porticciolo fortificato affacciato sul mare. Un giro per le viuzze del centro storico, un panzerotto filante e siamo ripartiti.

Nel pomeriggio abbiamo fatto tappa nell’iconica Alberobello. Non posso negarlo: sono rimasta un pochino delusa. Sicuramente bella e affascinante, ma mi ha dato la sensazione di essere un’attrazione turistica vivente. Questo vale soprattutto per il rione “Monti”, invaso dai turisti e colmo di attività commerciali; al contrario il rione “Aia Piccola”, sul lato orientale del paese, è meno battutto e mantiene intatta la sua autenticità. In ogni caso, la scorpacciata di taralli pugliesi non ce la siamo fatta mancare.

In serata, abbiamo raggiunto Matera. Dopo una doccia rigenerante e un cambio d’abito nel nostro ultimo alloggio dell’intero viaggio, ci siamo dedicati alla visita del centro storico. E qui le aspettative altissime che avevo sono state ampiamente ripagate. Una volta raggiunto il belvedere di Piazzetta Pascoli, la prima vista panoramica sui Sassi è stata travolgente, totalizzante e commovente. Da qui siamo scesi ed entrati nel Sasso Caveoso, perdendoci per le sue vie e ammirando lo spettacolare canyon della Gravina, e siamo poi risaliti attraversando il Sasso Barisano. Ammetto che prima di visitare Matera non conoscevo la storia particolare e controversa dei suoi Sassi.

Quando cala la sera, i Sassi si accendono e l’antica Matera si trasforma in un presepe vivente. Con gli occhi colmi di questo spettacolo suggestivo, ci siamo gustati una tipica cena lucana in uno dei tanti localini del centro.

Sabato 25 agosto – Chiudiamo per l’ultima volta le valigie che ci hanno accompagnato in questo lungo viaggio, carichiamo la macchina e ci prepariamo a percorrere i 690 km che ci separano da casa.

Nutrivo aspettative bassissime all’alba della partenza di questo viaggio improvvisato… ma adesso posso dirlo, non sono mai stata così contenta di essermi sbagliata. Grazie #orientemanontroppo per avermi insegnato un nuovo, entusiasmante modo di viaggiare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *